Un segnale inequivocabile dall’ambiente

Marco Mularoni
12 Maggio 2021

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La natura ci sta mandando un segnale, chiaro ed inequivocabile. Le emissioni in atmosfera sono eccessive, il pianeta sta andando incontro a cambiamenti climatici devastanti. Ma cosa genera le emissioni in atmosfera? Risponderò in seguito a questa domanda.

La natura è il massimo esempio di circolo virtuoso, dove lo scarto di alcuni diventa risorsa per altri, e viceversa. Noi ed i nostri amici animali respiriamo ossigeno, emettiamo anidride carbonica che viene raccolta dalle piante che a loro volta rilasciano ossigeno. Il massimo del virtuoso ed il massimo esempio di energy saving. L’uomo degli ultimi 130 anni circa si autodefinisce, a ragione, il più evoluto che la storia scritta (quella che ci hanno detto di studiare) ricordi.

I passi in avanti dal punto di vista tecnologico sono stati enormi, mastodontici. Pensate che oggi abbiamo a disposizione strumentazioni personali che erano presenti nei film di Star Trek di qualche decennio fa. Eppure, l’artefice di questa opera evolutiva è, per assurdo, anche quello che ha fatto i più  grandi passi indietro mai registrati nel medesimo periodo. Un duplice protagonista, vanitoso e, dati alla mano, presuntuoso. In che modo?

Letteralmente distruggendo alla velocità della luce quanto di più prezioso ha a disposizione. A cosa mi riferisco? All’ambiente che lo circonda ed alla propria salute. Ricordate che ambiente e salute delle persone sono intimamente legati. Dal 2000 al 2012 sono stati rasi al suolo l’equivalente di 50 campi da calcio di foreste al minuto, di solito durante i miei meeting ripeto questa frase più volte perché le persone mi guardano confuse.

Si deve essere sbagliato, pensano. Quelli più coraggiosi alzano la mano e, giustamente, chiedono ha detto 50 campi da calcio di foreste al minuto?, rimarcando l’ultima parola. Purtroppo la mia risposta è affermativa. A volte la modifico, ma senza divertirmi perché so cosa significano questi dati, e la trasformo in 70.000 campi da calcio di foreste al giorno. Il silenzio cala nella sala.

Com’è normale che sia, visto che i mezzi di comunicazione convenzionali, che dovrebbero comunicare questa notizia ogni 15 minuti, in realtà non ne hanno mai parlato. Tra l’85% ed il 90% dei terreni deforestati (bruciati) vengono destinati agli allevamenti di bestiame. Quando delle piante vengono bruciate, rilasciano tutta l’anidride carbonica che hanno accumulato fino a quel momento che, a sua volta, viene immessa in atmosfera, incidendo drasticamente nel processo di cambiamento del clima, che il Pentagon Report del 2004 ha previsto arriverà a produrre il massimo degli effetti devastanti entro il 2030. Dico così perché nel 2020 sono avvenute catastrofi climatiche in varie parti del mondo, ma io ho faticato a trovare notizie nei TG che parlassero di altro al di fuori del Covid-19.

Pensate che nel 2015 un incendio in Indonesia ha provocato l’emissione in atmosfera di un quantitativo di anidride carbonica pari a quella emessa dagli USA in un anno intero. Ma torniamo ai terreni deforestati, che a quel punto vengono coltivati per poi piantare cereali da destinare… alle persone? Chiederete voi. No. Vengono destinati agli allevamenti di bestiame. Prima però i terreni vengono irrorati ben bene di concimi azotati, 300 volte più inquinanti dell’anidride carbonica (tanto vanno agli animali…).

Sì, irrorati con quel prodotto denominato glifosate, prodotto dalla Monsanto negli anni ’70 del secolo scorso, poi acquisita dalla Bayer per circa 60 miliardi di dollari. Mi scusi ma è sicuro? Mi chiede qualcuno. Talmente sicuro che la Bayer ha patteggiato in una causa negli USA contro dei cittadini privati malati di cancro ed altri che avevano perso persone care, a causa del glifosate. E quando un’azienda come la BAYER patteggia, ovvero quando i loro avvocati dicono questa volta è meglio pagare, significa letteralmente che ha perso. Ma torniamo ai nostri cereali. Quindi basta non mangiare carne dei paesi dove avviene la deforestazione?, chiede qualcuno tra i presenti al meeting.

Domanda lecita. Purtroppo la maggior parte di quei cereali vengono esportati. I principali importatori sono Cina ed Europa. L’Italia è il terzo importatore europeo. Allora, facciamo il punto. Importiamo cereali dall’altra parte del pianeta, dove sono stati bruciati migliaia di ettari di foreste (che sono i polmoni del nostro pianeta), vengono immessi quantitativi immensi di CO2 in atmosfera. Cereali tossici che, nel frattempo, hanno fatto ammalare di tumore chi lavora in quei posti, le famiglie vicine alle coltivazioni, un luogo dove i bambini nascono già con i tumori.

Tutto per produrre proteine (come si usa chiamare la carne negli show cooking!), eppure, per produrre 1 Kg di proteine da carne, devono essere consumati dai 7 ai 17 Kg di proteine vegetali. Mi scusi, mi faccia capire, chiede una persona, mi sta dicendo che quello che viene prodotto è inferiore a quello che viene consumato? Si, dalle 7 alle 17 volte in meno (nelle prossime rubriche parleremo di come quel cibo, e non solo quello, interagisce con il nostro organismo). E poi? Beh, poi negli allevamenti avvengono altre emissioni, la digestione dei bovini provoca emissioni di metano.

Rispondiamo alla domanda posta ad inizio articolo: cosa genera le emissioni in atmosfera? Uno studio condotto dalla FAO e pubblicato nel 2009 dal World Watch Institute dichiarava che oltre il 50% delle emissioni globali era attribuibile agli allevamenti di bestiame. Ma nel 2018, uno studio pubblicato dalla rivista Science effettuato dalla Università di Oxford presso oltre 40.000 aziende agricole in 119 paesi differenti, prendendo in esame i 40 principali alimenti dell’uomo, ha dimostrato inequivocabilmente che l’industria del bestiame è responsabile di circa il 60% delle emissioni totali a livello globale.

Lo studio conclude che: gli allevamenti su terreni deforestati producono 12 volte più gas serra ed utilizzano 50 volte più suolo dei pascoli di montagna. In conclusione, dice lo studio, adottando una dieta a base vegetale si ridurrebbero del 73% le emissioni pro-capite e del 75% dei terreni utilizzati. Come vedete, tutto dipende sempre dalle nostre scelte. Nelle prossime rubriche vedremo che tipo di effetti i cibi errati, o i non-cibi (come li chiamo io), hanno sul nostro organismo. Un abbraccio a tutti.