Terry Pegoiani: come funziona la lezione senza compiti

Silvia Fusi
24 Marzo 2021

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Al giorno d’oggi ancora tanti insegnanti e genitori ritengono i compiti essenziali per l’istruzione dei bambini. Terry Pegoiani insegna utilizzando la strategia “No compiti”, dimostrando come basta lavorare bene e in modo efficace in classe per imparare, e portare serenità ai figli, non più oberati da ore di compiti a casa, e alle loro famiglie.

Terry Pegoiani, docente, giornalista e scrittrice, insieme a sempre più insegnanti, propone nelle scuole il sistema di insegnamento che comporta un lavoro in classe di auto/muto aiuto, diverso da quello a cui siamo sempre stati abituati, nel quale si impara insieme e ci si esercita nelle ore di lezione, lasciando così spazio allo svago, al riposo e al tempo di qualità con le famiglie una
volta a casa.

Quali strategie didattiche si usano per poter non dare compiti?

“L’idea di una scuola senza compiti non è ancora stata applicata e nessun metodo scientifico ha dimostrato neppure l’efficacia dei compiti a casa, pertanto non esistono linee guida generali per tutti. – Spiega Terry Pegoiani. L’obiettivo è uno solo: garantire il diritto al riposo e allo svago ai bambini, sancito anche dall’art. 24 della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, che in tante scuole non è tutelato, perché passano i pomeriggi e le sere a studiare ed esercitarsi.

Ogni insegnante adotta le strategie che ritiene più efficaci e opportune, che si adattano meglio alle varie materie, e che possano far emergere i diversi talenti di ogni alunno.” Prosegue Terry: “Io in classe non parlo tanto, non faccio lezioni frontali: dopo aver fatto sedere tutti in cerchio o l’assemblea dei bambini (in DAD),
introduco la lezione del giorno, dopodiché lascio che siano gli studenti a lavorare. Le chiamo lezioni di ricerca-azione, laboratori attivi e non passivi.

Gli alunni studiano in classe, i primi che finiscono spiegano agli altri. Fanno gli esercizi di compito tutti insieme, e chi riesce meglio fa da tutor a chi impiega più tempo ad apprendere. Io sono maestra/coach, facilitatore che controlla e coordina il lavoro e corregge. Con questo sistema si capisce quali sono i bambini che hanno difficoltà su un argomento o in una materia, dando i compiti a casa non si può capire, anche perché spesso li eseguono i genitori.”

 

Quali sono le motivazioni della scelta didattica “no compiti”?

“Le motivazioni sono diverse, la scuola “no compiti” fa sì che l’insegnante, responsabile dell’istruzione e dell’educazione dei bambini in classe, non debba delegare il lavoro alle famiglie e a insegnanti privati, che non hanno le sue stesse competenze. I compiti si fanno in classe supportati dallo stesso docente. Su Facebook esiste il gruppo BASTA COMPITI, così come il sito web, dove si trovano tutte le proposte e le petizioni fatte per eliminare i compiti, con le 10 motivazioni per cui i compiti a casa sono più nocivi che efficaci.”

“Dopo quasi 8 ore di lezione, – continua Terry – il bambino non ha più l’attenzione del mattino, così come gli adulti. Non deve vedere la mamma e il papà come insegnanti surrogati, questo rapporto crea conflitti inutili. Con la metodologia didattica “no compiti” il bambino capisce di avere difficoltà, ma non si sente frustrato e mortificato perché è seguito, non solo dall’insegnante in modo tempestivo in classe, ma dai compagni stessi. Il confronto con i pari è fondamentale per la crescita. È in questo che consiste il sistema AMAS (Auto/mutuo aiuto scolastico): tutti aiutano tutti, nessuno viene penalizzato o lasciato indietro.”

Questo sistema funziona anche in DAD?

“Io, da insegnante, sono contenta che esista la Didattica a Distanza (preferisco in presenza naturalmente) perché ci permette di continuare soprattutto in questo periodo difficile di poter fare il nostro lavoro. Il sistema senza compiti si adatta bene anche in DAD. Io inizio le lezioni aspettando che tutti siano connessi, faccio l’appello e faccio parlare tutti, esattamente come in classe. Inizio io il giro di esercizi o spiegazione, chiamo un bambino, che a sua volta risponde e chiama un suo compagno, e così via. Nessuno si annoia, tutti ascoltano e partecipano, fanno squadra.”

Ha pubblicato anche dei libri su questo suo “metodo”: può parlarne brevemente?

“Sul mio sito web accademiapegoiani.com sono elencati e descritti brevemente tutti i libri che ho scritto finora, che sono 10, tra cui due in particolare parlano dell’istruzione. Nel libro Il mio metodo di Auto/mutuo aiuto scolastico: una proposta per imparare ad imparare edito da Erickson spiego in maniera chiara ed esaustiva, grazie anche alle esperienze che ho avuto, come funziona il “metodo” AMAS, di auto/mutuo aiuto scolastico. Mentre il libro Esperienza di una classe…senza compiti a casa, edito da Feltrinelli, scritto insieme alla psicologa Lorena Cornacchia, contiene fatti accaduti, testimonianze dei bambini e dei genitori, abbiamo raccontato in modo pratico ciò che facciamo.”

Online esiste una petizione “Basta Compiti”, presentata anche al Governo e al Parlamento Europeo, per eliminare i compiti a casa. Se non venisse accettata l’eliminazione totale, quali altre proposte sono migliori rispetto al sistema esistente oggi?

“Il problema dei compiti a casa è che oberano i ragazzini di lavoro che va ad aggiungersi a quello già cospicuo fatto in classe. La soluzione alternativa, se non si potessero eliminare del tutto i compiti, è regolarizzare e organizzare il lavoro a casa in maniera migliore. Tenendo conto prima di tutto degli altri insegnanti: se ogni docente dà la quantità di compiti che vuole, lo studente si trova con tantissimo lavoro. E guardando anche ai tempi di studio di ogni bambino, c’è chi ha bisogno di più ore e chi invece è veloce. Non si può assegnare lo stesso ammontare di compiti a tutti, perché ci rimette chi ha più difficoltà e chi a casa non è seguito adeguatamente. I compiti a casa non devono essere una punizione, ma un modo per approfondire la conoscenza”.

La scuola “no compiti” infatti rispetta tutti i tempi e le necessità degli alunni, lascia libertà assoluta anche a chi desidera a casa ricercare e creare elaborati significativi. Il sogno di Terry Pegoiani è creare la scuola dei talenti, nella quale ogni bambino impara fin da piccolo a seguire e sviluppare le proprie passioni, ciò che lo fa felice.

“Noi dobbiamo crescere bambini felici, non frustrati o arrabbiati. Io da piccola avevo un problema alla vista, che mi portava diverse difficoltà nello studio a casa. La scuola mi piaceva, adoravo leggere, ma per via di questa difficoltà facevo fatica e mi sono sentita inferiore ai miei compagni.”

“Sono positiva, – conclude Terry Pegoiani – penso che, anche se non siamo ancora tantissimi insegnanti ad applicare questo metodo di lavoro scolastico, il fatto di poterlo svolgere nelle mie classi, mi fa capire che siamo sulla strada del cambiamento, anche se ci vorrà ancora del tempo.”

SOS Maestra Pegoiani
Libera Accademia Pegoiani www.accademiapegoiani.com
Info 3202521229; Orario segreteria 18/ 20