Non aiutarla a pulire e neppure a stirare
Augusta Amolini

In questa nostra Italia ridotta quasi all’osso solo l’anima grassa del consumismo e di una certa pubblicità non dimagrisce. Non si assottiglia nemmeno in tempo di Covid e continua a diffondere immagini di donne scollacciate corredate da slogan dal palese doppio senso. Una ambiguità sdoganata anche in televisione con battute allusive a tuberi, pesci e volatili sparate da opinionisti armati di un umorismo da caserma.

È confortante scoprire che in questa “penisola dei non famosi”, dove il pudore viene confuso con l’ipocrisia, ancora resiste una comunicazione rispettosa che usa le sinapsi per scardinare gli stereotipi. Anche quelli passati sotto forma di questionario (rinverditi di recente nell’Ospedale di Bollate) le cui domande, rivolte solo alle donne, sembravano fotocopiate dalla “Guida delle spose” del 1942.

A tal proposito Ikea promuove insieme ai suoi mobili il senso civico nella collaborazione di casa. Sopra un’asse da stiro c’è scritto: “Non aiutarla a stirare. Perché quando dici: posso aiutare? stai dando per scontato che sia responsabilità della donna”.

Lo stesso messaggio si ripete per la lavatrice, le pulizie o i panni da stendere. Sui Social anche i maschi hanno commentato questa pubblicità con battute esilaranti che affermano la normale partecipazione alle attività domestiche, dimostrando nei fatti quanto il lavoro familiare sia una prassi diffusa tra le giovani coppie.

Ormai gli uomini sono una mano santa non solo in cucina, passano l’aspirapolvere e puliscono il bagno. Sono accorti nel fare la spesa e condividono il ruolo di “aggiusta-tutto” con donne che sanno impostare una bilancia elettronica, riparano il phon o verniciano il trumeau della nonna. Certo aprono meno la porta al ristorante e non pagano più il conto, però cullano i bambini, rifanno il letto e caricano la lavastoviglie.

Poiché tutti detestano buttare la spazzatura, tale mansione è diventata unisex e l’ingrato compito di cucire l’orlo dei pantaloni o attaccare i bottoni è stato delocalizzato alla sarta cinese.

Se nel 2008 Caparezza cantava: “un vero uomo dovrebbe lavare i piatti”, oggi i veri principi azzurri sono quelli che stendono il bucato e ripongono le pentole con metodo scientifico. A volte qualcuno prepara la minestrina nel pentolino occultato in fondo al cassetto, quello utilizzato per sciogliere la cera; in ogni caso le donne apprezzano.

I tempi cambiano, con buona pace dei pubblicitari e degli opinionisti boccacceschi i quali, riesumando battute salaci, forse verranno sepolti dalle risate.

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