Matrimonio e Patrimonio

Paola Cortazzo – Blog Profumo di mamma
19 Ottobre 2021

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Cosa deduciamo dall’etimologia di Matrimonio e Patrimonio

Il matrimonio è un atto d’impegno in cui entrambi dovrebbero valorizzare gli oneri od onori dell’altro, soprattutto quando si tratta di educare i figli.

Fin dai tempi che furono, l’uomo e la donna hanno sempre avuto ruoli ben distinti.
Secondo il vocabolario degli Accademici della Crusca, la parola “Matrimonio”, dal latino matrimonium – mater – monium, significa: «una congiunzione dell’huomo, e della donna, la quale ritiene una usanza di vita, la quale dividere non si può. E perché nel matrimonio apparisce più l’uficio d’esso nella madre, che nel padre, perciò è determinato più dalla madre, che dal padre. Matrimonio, tanto è a dire, come uficio di madre».

Nello stesso vocabolario, la parola “Patrimonio”, dal latino patrimonium, derivato da pater, ‘padre’, e munus, ‘compito’, si riferisce a: “Beni pervenuti, per eredità del padre”. Dapprima col significato di ‘compito del padre’ poi con quello di ‘cose appartenenti al padre’. Il sacerdote, infatti, durante la celebrazione pronuncia queste parole: “Dunque è vostra intenzione unirvi in Matrimonio”… “con il sacramento del Matrimonio, il Signore li accompagni sempre con la sua protezione”.

Onori e oneri della coppia

Secondo il mio parere, l’unione di Matrimonio e Patrimonio, genera le fondamenta del rapporto della coppia.

Si potrebbe dire:
Gli onori alla mamma
Gli oneri al papà
E i compiti… a ognuno i suoi!

Tutto questo sembra essere in conflitto con il contesto in cui viviamo, il quale, sembra faccia di tutto per toglierci di fatto una delle vere e poche certezze che abbiamo sempre avuto: uomini e donne sono diversi. Noi possiamo inventare tante cose, anche vederle grigie se sono rosse, ma l’uomo e la donna si distinguono. Aspetti che non hanno nulla a che fare con il concetto di parità, il quale si fonda sul diritto d’uguaglianza di TUTTI gli esseri umani, e mira a migliorare la condizione della donna sul piano del diritto costituzionale e che, per come poi viene gestito, ha dei risvolti anche nella sfera familiare non sempre positivi.

Il ruolo della mamma lavoratrice nella famiglia

L’art. 37 Costituzione stabilisce che: “La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione”.

Bellissima teoria, ma noi mamme sappiamo bene che in pratica non è affatto così. “Hai voluto la bicicletta? Ora pedali” – questa espressione sarà pur banale (e a me appare anche volgare) ma è la realtà in cui si trovano le mamme lavoratrici. Peccato che queste marcate discriminazioni si ripercuotono sulla famiglia e scombussolino compiti, oneri e onori.

Educare e dare l’esempio

In una famiglia dove la mamma non lavora, è lei che riempie i vasetti di marmellata con soldi che guadagna il papà, il quale provvede
al mantenimento della famiglia. Forse è per questo che ci si riferisce a lei come “mantenuta”. Non proprio tutte le mamme sono d’accordo con questa espressione; sarà perché il pensiero predominante è che ai nostri figli non servono “beni materiali” ma hanno bisogno di noi. Come si evince dal libro di Meg Meeker, “Boys: 7 segreti per crescere i figli maschi”, noi mamme diamo l’esempio: osservando, imparano come si affronta la vita; parlandoci, sanno che li ascoltiamo; vedendo come aiutiamo gli altri e quali decisioni prendiamo sapranno relazionarsi con gli altri.

In conclusione

Di fatto, sia mamma che papà hanno compiti, oneri e onori ben distinti, forse molto più percepiti quando la mamma sta a casa. Per evitare che i ruoli di entrambi non entrino in conflitto, la complicità sarà una buona amica della coppia. Anni fa pensavo che essere complici significasse fare tranquillamente la pipì mentre lui si lava i denti, invece è molto di più. Per mantenere saldi e sani gli equilibri è necessario lavorare sulla propria individualità e indipendenza. E voi? Cosa ne pensate? Siete una coppia che si divide i compiti e gestisce i figli in maniera equa?

Grazie per essere stati con me anche in questo numero.
Vi abbraccio
Paola ❤