La storia e le origini degli Anime
Deepak Mazzucchetti

Se vi dicessi la parola Anime voi cosa mi sapreste dire su di essi? Probabilmente poco nulla, tuttavia di sicuro ne avrete visto almeno uno in tutta la vostra vita.

Per esempio: Dragon Ball, Naruto, One Piece, Yu-gi oh e tanti altri. La gente comune li chiama “cartoni animati” ma non è del tutto corretto e alla gente del nostro calibro diciamo che non piace. È più giusto il termine “cartone animato giapponese”. Il termine Anime deriva dalla traslazione della parola inglese Animation, ossia appunto animazione. Questo termine è diventato inizialmente Animēshon, ma non si tratta dell’animazione come la intendiamo noi, mentre rappresenta tutte le tipologie di filmati animati presenti nei primi anni del ‘900 quando sono nati. In particolare, venivano divisi i manga eiga, cioè “cartoni animati” tratti da un manga, il fumetto giapponese; e dŌga eiga, quelli invece nati come film d’animazione.

La nascita degli Anime

Gli Anime, cioè i primi film d’animazione, nascono nei primi del Novecento in Giappone, arrivano dall’occidente. Inizialmente, gli Anime sono delle vignette disegnate su delle lavagne con dei gessetti e filmate. Dopo le prime sperimentazioni, troviamo i primi film d’animazione chiamati senga eiga o film a linee. La svolta si ha nel 1927, dove la tecnica è molto più accurata, grazie a Noburo Ofuji che utilizzò la carta semitrasparente, chiamata chiyogami, per disegnare i personaggi, rendendo, così, i movimenti dei protagonisti molto più fluidi e profondi, con un risultato più realistico.

Durante tutto il secolo scorso gli Anime hanno continuato ad evolvere, durante la Guerra Mondiale hanno avuto, così come le altre forme  d’arte, anche funzione di propaganda politica. Con il boom economico e le nuove tecnologie arrivate in seguito, anche le tecniche sono migliorate. In particolare, negli anni ’80 e ’90, con la diffusione della tv gli Anime hanno vissuto un grandissimo successo. Fino agli anni 2000 e l’avvento dei computer e delle lavagne digitali e di altre animazioni.

Oggi gli anime vengono visti soprattutto dai ragazzi e dalle ragazze. Bisogna sottolineare una cosa però: solo perché vengono definiti “cartoni animati” non vuol dire che siano per bambini, anzi molti di essi sono adatti a un pubblico maggiorenne e questo per svariati motivi. Come nei film e nei libri, anche negli Anime esistono
diverse categorie che vanno da quelle più leggere a quelle più pesanti. Come dice il detto, “mai giudicare un libro dalla copertina”!

E per chi nel caso si fosse interessato a guardarne uno? Innanzitutto bisogna scegliere un genere che piace, altrimenti non ha molto senso seguirlo. E poi, basta lasciarsi ispirare dalla trama e provare a buttarsi. Non rimarrete sicuramente delusi.

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