La curatrice Luisa Bondoni racconta il Museo Nazionale della Fotografia di Brescia
Silvia Fusi

Il Museo Nazionale della Fotografia Cinefotoclub di Brescia ha riaperto le sue porte al pubblico a fine agosto, ripartendo con un fitto calendario di mostre ed eventi. Abbiamo incontrato la curatrice del Museo e fotografa Luisa Bondoni, che ci ha parlato della sua passione per la storia della fotografia e per il museo bresciano, che considera oggi “la sua casa”.

Da sempre appassionata di arte e fotografia, con un interesse particolare per la storia della fotografia, Luisa Bondoni inizia da giovanissima a fotografare concependo la fotografia come il mantenimento di un ricordo. Dopo il liceo si iscrive a Conservazione dei Beni Culturali all’Università di Parma e da allora non ha mai smesso di fare e parlare di fotografia. Ed è grazie agli studi che si è avvicinata al Museo Nazionale della Fotografia di Brescia.

“Durante l’università volevo conoscere le realtà della mia città in ambito fotografico, e ho conosciuto il Museo. È proprio su una parte dell’archivio del museo che ho impostato la mia tesi, dal titolo Il fondo Giuseppe Palazzi. Dopo la laurea ho continuato la collaborazione con il museo, dove prima mi occupavo di catalogazione, archiviazione e digitalizzazione, mentre a partire dal 2013 sono la curatrice.”

Sala espositiva con la mostra permanente La mé Brèssa di Piero Manenti

Il Museo si compone di una parte permanente, con un archivio di oltre 1000 pezzi di macchine fotografiche, dalla nascita della fotografia fino ad oggi, la sala degli strumenti tecnici per la realizzazione, lo sviluppo e la stampa di fotografie, un ampio archivio di autori bresciani, italiani e internazionali che vanno dall’800 fino ai giorni nostri. Esposta nelle sale principali del museo, la mostra permanente di Piero Manenti dal titolo La mé Brèssa di fotografie scattate negli anni ‘70, dedicata al quartiere del Carmine di Brescia, dove dal 2006 il Museo risiede.

Ogni mese negli spazi espositivi nuove mostre a rotazione, tra cui la Mostra nel Cassetto, lo Spazio Soci, la Mostra Storica curata da Gabriele Chiesa, e tre concorsi fotografici, San Faustino, Mille Miglia e Premio Brescia. Tutti i sabati un evento per coinvolgere tutto il pubblico, inaugurazioni di mostre, lezioni di storia della fotografia, incontri con artisti e autori. L’ingresso al museo e le visite guidate sono gratuiti, su prenotazione. Le prossime mostre in programma vedono un calendario ricco che prosegue nel 2021, anche con i recuperi di quest’anno per la chiusura dovuta all’emergenza Covid19:

  • 10/10 – 8/11: Wanders di Enrica Senini e 47° Concorso San Faustino 2020
  • 14/11 – 6/12: 47° Concorso Premio Brescia 2020, Personale di Massimo Alfano e Consegna Premio al Personaggio bresciano dell’anno Christopher Castellini
  • 12/12 – 3/01: Personale di Elena Natalia Massi e Incomunicabili di Ivan Bignami
  • 9/01 – 7/02: Personale di Ken Damy
  • 13/02 – 7/03: Disconnetting Connetion di Al Lapkovsky e Immaginazioni di Paolo Pederzani
  • 13/03 – 4/04: Prima che oggi diventi ieri di Giorgio Galimberti
Fotomitragliatrice degli anni ‘30

“L’obiettivo del Museo Nazionale della Fotografia di Brescia è quello di aprire sempre di più le sue porte agli autori ma anche al grande pubblico con importanti collaborazioni e scambi di materiale. Il Premio al Personaggio bresciano dell’anno è un evento unico per celebrare grandi personalità che hanno aiutato a far conoscere Brescia e le sue eccellenze anche fuori dai confini della città. L’anno scoscorso abbiamo premiato Emanuele Severino, prima ancora Nadia Toffa. Quest’anno premieremo Christopher Castellini, che si definisce Illusionista della Mente”.

 

La sala delle macchine fotografiche

Luisa Bondoni non si ferma al Museo: negli anni è stata guida museale al Museo Santa Giulia di Brescia e al Vittoriale degli Italiani a Gardone Rivieraattualmente cura mostre per diversi autori, svolge workshop e corsi di storia della fotografia, lettura delle immagini e creazione di portfolio in tutta Italia ed è lei stessa autrice di fotografie. Da qualche anno si occupa in particolare di due progetti: Autoritratto e La città parla, con fotografie delle scritte sui muri, un vero e proprio museo a cielo aperto degli abitanti, sempre in evoluzione.

“Ritengo che per poter parlare di fotografia e raccontare la storia della fotografia sia essenziale conoscere anche come si fa una fotografia. Io mi sento fortunata perché faccio un lavoro che amo. Fare la curatrice mi permette di seguire tutto il processo di una mostra, dall’incontro con l’autore alla scelta delle foto e della sequenza, ma anche l’apparato critico.Io adoro scrivere di fotografia, così come parlarne. Uno degli ambiti che preferisco è proprio quello delle lezioni, dove posso parlare di ciò che amo e farlo conoscere a chi viene ad ascoltarmi. La mia missione è divulgare la storia della fotografia, cercando di far trasparire il fascino che questa arte ha avuto su di me fin da giovane.”

Evento al Museo Nazionale della Fotografia
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