Introduzione all’Igienismo Naturale
Marco Mularoni

Tutto è cominciato quando, nel 2013-2014, dopo aver vissuto da poco la morte di mia madre, la moglie di un mio collega di lavoro si ammalò di tumore. In quel momento mi trovai nuovamente a vivere certe emozioni che avevo vissuto un paio d’anni prima.

Fu allora che mi posi alcune domande: “Possibile che sia tutto qui? Che tutto quello che facciamo quotidianamente, i progetti per il nostro futuro, per i nostri figli, ecc, sia tutto aggrappato alla speranza di non avere SFIGA?” Non potevo crederci, non accettavo quel responso, così ho iniziato ad informarmi. Da quel momento la mia vita è cambiata e lo sarà per sempre.

Durante il mio percorso autodidattico mi sono imbattuto in tantissimi libri, testi definiti “ufficiali” e testi “non riconosciuti” dalla scienza. La mia mente era diventata una vera e propria spugna. Dovevo capire. Volevo capire. Ad un certo punto della mia ricerca ho trovato una categoria di persone che non conoscevo: gli igienisti naturali. Sono rimasto ammaliato dalla scienza igienista fin da subito, proprio per il fatto che si tratta di una scienza e non di teoria.

L’igienista abbraccia le leggi della natura, le rispetta. L’igienista rispetta l’ambiente. L’igienista rispetta il corpo umano. L’igienista rispetta la mente dell’uomo e cura i propri pensieri. Col tempo poi ho elaborato una definizione personale di IGIENISMO, che vorrei condividere con voi: “L’igienismo è la strada che conduce all’equilibrio ambientale, fisico e mentale”.

Ho scoperto che non solo io lo ero, ma la stragrande maggioranza delle persone non è a conoscenza degli innumerevoli studi e delle innumerevoli prove scientifiche antiche, passate e moderne esistenti. Esse dimostrano che esiste un unico filo conduttore, primordiale, che unisce l’ambiente che ci circonda alla salute del nostro organismo. Ciò che fa male ad uno fa male anche all’altro. Il più importante biologo del pianeta, Bruce Lipton, ha dimostrato come sia l’ambiente ad influenzare la nostra salute.

Ha preso delle cellule sane e le ha messe in un ambiente malato, ed ha notato che a loro volta le cellule si ammalavano, poi le ha spostate in un ambiente sano, ed ha notato che le cellule guarivano, quindi le ha spostate nuovamente in un ambiente malato, ed ha notato che le cellule si ammalavano di nuovo. Per le cellule non era importante la loro natura o da dove fossero state prelevate, per le cellule era importante in quale ambiente esse venivano messe. L’ambiente faceva la differenza.

Questo concetto è totalmente contrapposto alla teoria dei germi di Pasteur, sulla base della quale l’industria del farmaco ha basato i suoi prodotti, ovvero ad ogni germe o battere corrisponde una malattia e quindi è necessario creare un farmaco per ognuno di essi, in grado di eliminarlo. Eppure un medico francese del tempo, un tale Bechamp, aveva anticipato di oltre mezzo secolo le scoperte moderne di Bruce Lipton. Se il nostro ambiente interno è intossicato, le nostre cellule, più o meno velocemente, saranno destinate ad ammalarsi, segnalandoci tale disagio fisico mediante malattie. Secondo Bechamp le persone dovevano tenere un corretto stile di vita per mantenere un ambiente sano, in modo che le cellule potessero proliferare indisturbate ed in piena salute.

Nel 1931 Otto Einrich Warburg vinse il Premio Nobel per la medicina per aver scoperto la causa dei tumori, partendo proprio dai princìpi igienisti. Ma si sa, che un corretto stile di vita non è brevettabile, in quanto le persone decidono autonomamente come comportarsi, è molto più facile brevettare prodotti in grado di sterminare il battere cattivo. Eppure è stato dimostrato che i batteri, ad esempio quelli del nostro intestino, con cui conviviamo quotidianamente, sono nostri amici e ci aiutano nella fase conclusiva della digestione favorendo l’assorbimento dei nutrienti. Sono come degli operai che lavorano gratis!

Tuttavia, se l’ambiente intestinale muta e non è più a loro favorevole, essi si trasformano letteralmente, cambiano forma e diventano batteri patogeni. Si innescano una serie di reazioni chimiche che alterano lo stato della membrana intestinale, facendo passare non soltanto i nutrienti, ma anche le sostanze tossiche, che in uno stato privo di tossine invece verrebbero espulse attraverso il tubo digerente. Una volta passata la barriera della membrana intestinale, le sostanze tossiche si riversano nel sangue e nel liquido infra-cellulare, avviando un processo d’intossicazione ed alterazione ambientale corporea. Questo processo viene definito dagli igienisti come TOSSIEMIA, ovvero il livello di tossine presenti all’interno dell’organismo.

Esse possono essere introdotte mediante: alimentazione, inquinamento, paura e stress cronici. Il primo igienista che la storia scritta ricordi è Pitagora, il quale diceva sempre ai suoi allievi di seguire una “dieta basso proteica”. Oltre a Pitagora ricordiamo Ippocrate (il padre della medicina “in primis non nuocere”), Aristotele, Socrate, Platone, Plutarco, Seneca.

I princìpi della scienza igienista sono stati ripresi in tempi moderni da personaggi e medici come Jennings, Tilden, Shelton, ed altri molto più illustri come Leonardo da Vinci, Albert Einstein, Nikola Tesla, Gandhi, ecc…La base della scienza igienista sta proprio nel capire cosa avviene all’interno del nostro corpo quando ingeriamo qualcosa. Ringrazio IDM Magazine per avermi riservato uno spazio, se vorrete saperne di più non mancate di seguirmi ogni bimestre!

Vi lascio con una domanda ed una risposta che aprirà ai prossimi argomenti: perché una “dieta basso proteica”? Perché Pitagora, 2500 anni fa, conosceva già quello che oggi fa parte dei concetti di base della biologia, ovvero che il nostro organismo può fare scorta di glucidi, può fare scorta di grassi, ma non può fare scorta di proteine, e quelle in eccesso diventano materiale di scarto.

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