Incancellabile Vittoria: installazione monumentale di Emilio Isgrò alla fermata “Stazione FS” della metropolitana di Brescia
Sandra Morelli, Presidente dell’Associazione Arnaldo da Brescia.

In occasione del ritorno a Brescia della Vittoria Alata, una delle più importanti statue in bronzo di età romana, dopo gli interventi di restauro all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, l’artista Emilio Isgrò ha donato alla città di Brescia un’opera unica e insuperabile, capace di far dialogare l’antico con il moderno.

Nato nel 1937 a Barcellona Pozzo di Gotto, in Sicilia, Isgrò si inserisce nel panorama artistico- culturale nazionale e internazionale come figura poliedrica di artista e pittore concettuale, ma anche poeta, scrittore, drammaturgo e regista. Nel 1964 diventa l’autore indiscusso della cancellatura, un gesto “eversivo” che il Maestro definisce come forma di distruzione creativa, che lo porta a promuovere una acuta riflessione speculativa investendo due principali canali di comunicazione: la parola e l’immagine.

Inizialmente le sue opere confondono e destabilizzano. Articoli di giornali, libri, mappe, l’Enciclopedia Treccani, la Bibbia, la Costituzione Italiana vengono pazientemente cancellati con i tratti bianchi o neri che Isgrò stende con il pennello per occultare lettere e parole. Vuole cioè togliere quel “brusio di fondo” che limita o impedisce al fruitore la corretta comprensione dei testi. È eliminato il superfluo, al quale l’uomo è inconsciamente assuefatto, e il vuoto creato dalla cancellatura permette all’utente di riflettere sul valore estetico della parola che cerca di far emergere dal “silenzio visivo”.

Dalla parola il Maestro passa all’immagine e anche ai film. La sua tecnica diventa l’essenza della sua ricerca e, come lui stesso sostiene: ”Le cancellature non sono una semplice negazione, ma sono invece la dichiarazione di nuovi significati: è la trasformazione di un segno negativo in un gesto positivo”. Il cancellare ha cambiato inevitabilmente il modo di interpretare e fare Arte e questa particolare cifra espressiva ha dato origine a uno dei più originali linguaggi artistici del secondo dopoguerra.

A Brescia, sulla parete nord della fermata “Stazione FS” della Metropolitana, nuova porta d’ingresso alla città e simbolo dell’accoglienza, Isgrò ha ideato una gigantesca installazione di circa 200 mq, composta da 205 pannelli di fibrocemento fresati e che rappresenta la sagoma della Vittoria Alata che si erge dalle cancellature. La forma del bronzo è tratteggiata di colore rosso ed è riconoscibile dalle ali e dal gesto delle braccia. La Nike emerge da una più ampia griglia composta da cancellature nere applicate su versi del Libro I dell’Eneide e riguardante il  racconto fondativo della civiltà romana.

L’effetto visivo mostra chiaroscuri, tipici del bassorilievo scultoreo ed è evocato un insolito connubio tra creazione artistica , tradizione siderurgica locale e tecnologie digitali avanzate. Non resta che visitare Brescia e la sua Metropolitana e ricordare quanto ha affermato Isgrò: ”Incancellabile Vittoria non è solo di chi l’ha
concepita, ma anche di chi l’ha voluta con determinazione (Fondazione Brescia Musei per
conto del Comune di Brescia, con il contributo di Brescia Mobilità e Metro Brescia ). L’atto di donazione non è nient’altro che un gesto di gratitudine per tutto l’affetto ricevuto”.

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