Elena Travaini, ballerina di successo e modella per l’inclusione
Silvia Fusi

La danza è stata il primo contesto nel quale mi sono trovata bene con me stessa: ero al centro dell’attenzione per il mio talento e perché ballavo bene, non per la mia diversità”

Elena Travaini è mamma di Aurora, moglie, ballerina professionista, modella e coach. Una donna che ce l’ha fatta, ma non per questo si ferma, continua a mettersi in gioco per realizzare i suoi sogni nel cassetto. E, nel farlo, rappresenta un esempio per gli altri. Elena, classe 1986, che soffre di una grave disabilità visiva, è fondatrice, insieme al compagno Anthony Carollo, del progetto di sperimentazione di ballo al buio Blindly Dancing, diventato in seguito Associazione, oltre che un’affermata ballerina di ballo di coppia. Insieme si sono esibiti, tra le altre cose, a Ballando con le Stelle e La Vita in Diretta.

Il periodo storico in cui ci troviamo ha fermato inevitabilmente gli incontri di Blindly Dancing, che continuano comunque online. Elena non ha voluto fermarsi, e ha deciso così di rispolverare un desiderio che ha fin da giovane, ovvero fare la modella. Oggi ha in cantiere diversi progetti, per far crescere la consapevolezza di una moda più inclusiva.

Ph Marco Federici, MuA Silvia Gozzi, Location Spazio Next, in collaborazione con il progetto Runway

Elena Travaini non nega di aver avuto una vita non facile, che le ha regalato incredibili gioie, ma che l’ha fatta anche soffrire molto. Già durante la gravidanza di sua mamma, Elena è stata colpita da un tumore rarissimo alla retina, che l’ha portata a trascorrere i primi tre anni della sua vita tra ospedali e cure sperimentali in Olanda: interventi chirurgici, cicli infiniti di radioterapia e chemioterapia. Elena è sopravvissuta, ma, inevitabilmente, le cure hanno portato a una grave disabilità visiva e a una malformazione del viso intorno agli occhi, poiché la cartilagine non ha avuto modo svilupparsi in modo corretto.

Le cure le hanno permesso di sopravvivere, ma ciò che le ha salvato la vita è stata la danza, che ha iniziato a studiare già a 5 anni. “Da subito mi è piaciuto tantissimo. – racconta Elena – Mi sentivo bene con me stessa per la prima volta, e sentivo di saper fare qualcosa bene. Ho continuato a studiare, finché mi sono diplomata in Balli di Coppia e Danze Caraibiche insieme a colui che è poi diventato mio partner e marito, Anthony Carollo. Sono ormai più di 10 anni che balliamo insieme, siamo competitori agonisti e insegniamo. Trovarmi a gareggiare in competizioni di alto livello ha fatto emergere nuove paure che non avevo ancora sperimentato, perché temevo che la mia disabilità potesse pormi dei limiti. Anthony ha deciso così di provare insieme a me il ballo al buio, per comprendere meglio le mie difficoltà. È stata una svolta, si è aperto un mondo incredibile e nuovo, tanto che ci ha portato a creare un nuovo metodo di danza: il Blindly Dancing.”

Blindly Dancing significa letteralmente “danzare al buio, ciecamente”, e il progetto si svolge attraverso incontri, nei quali, oltre alla danza, vengono proposti giochi ed esercizi al buio volti ad aprire nuove strade alla comunicazione, alla consapevolezza del proprio corpo e alla fiducia, soprattutto in se stessi. Ad oggi, Elena e Anthony hanno fatto danzare al buio oltre 250.000 persone in tutto il mondo.

Nel 2020 Elena Travaini riscopre un’altra sua passione, la moda. E ci racconta come si è avvicinata da giovane a questo mondo e perché per lei è importante lavorare come modella.

“Io non riesco a stare ferma troppo a lungo. Ho pensato di rimettermi in gioco nel mondo della moda. Dopo il liceo mi sono buttata in questo ambiente, presentandomi in diverse agenzie, dove ho ricevuto solamente porte in faccia, perché tutti mi dicevano “hai un bel fisico ma un viso brutto, non adatto a questo mestiere”. Allora ho pensato di fare da sola! L’incontro decisivo è stato con Silvia Gozzi, make up artist di talento, e dallo scorso anno ho indirizzato il mio profilo Instagram verso un format di blind model. Grazie alla mia talent manager Chiara Panella e alla mia avviata carriera nella danza, che mi ha dato visibilità anche in tv e sui giornali, i miei follower sono cresciuti molto.”

Fotografo Antonio Nesti, Makeup Artist e bodypainter Silvia Gozzi, Progetto Dimme

Sul profilo @elenatravainiblindmodel sono pubblicate fotografie di diversi progetti artistici, tra cui Modern Greek Goddess, nel quale ha realizzato insieme a Silvia Gozzi gli outfit e il trucco, e le fotografie di Marco Federici, che insieme a Daniela Simoni gestiscono il Progetto Runway allo showroom Spazio Next di Desenzano del Garda. Presto per Elena anche la prima sfilata professionale, dopo alcune esperienze in passato in passerella, per il brand made in Italy Maripel.

“Grazie alle fotografie che ho realizzato insieme a Silvia e Marco ho ricevuto un grande riscontro sui social network da stilisti e fotografi emergenti che vogliono lavorare mostrando qualcosa di straordinario, oltre i canoni e gli stereotipi. Ma anche dalle persone che si ritrovano in me e nella mia storia. Ho scoperto realtà incredibili nel mondo che portano avanti e diffondono il concetto di vera inclusione sociale, a 360°, come l’agenzia Somos Diversity di Magdalena Ventura in Argentina”.

 

Elena è un esempio importante di inclusione sociale che ancora oggi è purtroppo poco presente. Nel 2017 le è stato assegnato il premio nazionale TOYP (Ten Outstanding Young People) come Eccellenza Italiana nel campo della crescita personale. Sempre nell’ottica di una moda inclusiva, Elena sta preparando insieme a Silvia Gozzi un progetto che unisce Blindly Dancing e bodypainting. Questo lavoro, che verrà proposto a chiunque voglia provare, ha l’intenzione di creare una comunicazione sull’accettazione del proprio corpo, sul body positive.

Il desiderio di Elena è che il suo lavoro, in qualsiasi ambito, sia di aiuto alle tante persone che hanno una disabilità, si trovano in difficoltà, hanno perso autostima e sicurezza, o sono vittime di bullismo. Così come la sua passione e la sua volontà di mettersi in gioco e mostrarsi al pubblico le hanno permesso di vivere a pieno la sua vita, allo stesso modo vuole lanciare il messaggio che nulla è impossibile, se si vuole veramente, ma c’è bisogno di tanta dedizione, impegno e audacia.

Ph Cristian Palmieri

L’inclusione è un aspetto di forte interesse per Elena, che ha dovuto affrontare nella sua vita difficoltà che derivano, in modo paradossale ma fin troppo reale, dalla malformazione più che dai problemi alla vista.

“Convivere con la mia disabilità non è stato troppo difficile, perché per me rappresenta la normalità. – Così esordisce Elena Travaini – È stato molto più difficile accettare la mia diversità, la mia bellezza non convenzionale, per via della quale ho subito giudizi, critiche, insulti e bullismo, soprattutto durante la mia adolescenza e ancora oggi dagli adulti. Dentro di me convivono due lati ed entrambi mi rappresentano: quello che mostro a tutti, di persona sicura, solare ed estroversa; e quello che conoscono solo le persone di cui mi fido, che non giudicano, di una donna introspettiva, che si rende conto della propria diversità e non dimentica ciò con cui deve convivere ogni giorno: l’odio e il bullismo.”

“Vorrei anche diffondere la consapevolezza dell’esistenza del tumore alla retina. È una patologia ereditaria, infatti ho avuto paura di poterla trasmettere a mia figlia, cosa che fortunatamente non è successa. La prevenzione è fondamentale: questa malattia è molto rara, ancora poco conosciuta, e una volta che colpisce, si sviluppa rapidamente. Basta effettuare un fondo oculare nel primo anno di vita del bambino, per diagnosticarla preventivamente e poterla trattare nel migliore dei modi.”

Ph Sara Soldano, Gioiello creato da Loredana Corallo con Elena Travaini

 

Il bracciale, realizzato in bronzo rosato, è studiato per essere
un accessorio glamour e di lusso. Presenta una particolare
incisione in Braille della scritta “This is me”, titolo
del brano tratto dal musical The Greatest Showman, che
rappresenta la rivalsa, la resilienza e la tenacia. Il gioiello è
creato per renderlo fruibile anche dalle persone non vedenti,
la scritta non è solo visibile ma anche toccabile. Il
Braille è così sia un metodo di scrittura e lettura, ma anche
una decorazione del bracciale.
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