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Cover Story: Michela Macalli

Silvia Fusi
12 Maggio 2021

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Tanta preparazione, anni di lavoro e formazione, Michela Macalli, professionista pluriqualificata, agente sportivo e molto altro, è un caso più unico che raro in Italia, dove le opportunità per le donne non sono ancora le stesse degli uomini, specialmente in un ambiente come quello sportivo.

Michela Macalli non ha una sola definizione. È una professionista dinamica e in continua evoluzione, attualmente in possesso di licenza permanente come Agente di Calciatori Professionisti FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio), Fiduciaria della Campionessa di sci Lara Magoni al CONI Bergamo (Comitato Olimpico Nazionale Italiano), trainer in palestra e insegnante di educazione motoria a scuola. Da settembre scorso ha inoltre realizzato un’importante esperienza come corrispondente sportiva di Alexandre Ruiz per BeinSports France canale TV internazionale.

Il suo curriculum  formativo è lungo, partendo da una laurea in scienze motorie, un Master di II Livello in Sport Management – Sociologia dello sport dove ha messo le basi per poi conseguire con l’esame in FIGC la licenza di Agente dei Calciatori FIFA. Significa che Michela può trattare di “Calciomercato Internazionale”. Noi di IDM Magazine abbiamo fatto una chiacchierata con lei, che ci ha raccontato come è nata la sua passione per lo sport e cosa significa per una donna lavorare in ambiente sportivo.

“Lo sport è da sempre una mia grande passione. Ho fatto sci alpino per 15 anni, con lo Sci Club Selvino e l’allenatore Toni Morandi. Ho iniziato a lavorare nel settore dello sport a circa 24 anni, quando Oscar Damiani, procuratore sportivo ed ex calciatore, mi ha inserita nell’ambiente del pallone. All’inizio pensavo che, con i titoli da me acquisiti, la conoscenza e la tenacia, avrei potuto arrivare ai miei obiettivi, lavorando sodo, come chiunque altro. Dopo vent’anni, ho capito che in Italia questa non è la realtà, e in alcuni settori siamo ancora molto lontani dall’avere pari opportunità. È spiacevole pensare che in alcuni settori lavorativi non ci siano ancora le condizioni di emergere per una donna se competente e capace”.

Continua Michela affermando: “La donna competente spesso dà fastidio in settori che culturalmente sono maschili. Da un uomo, l’avere a fianco una donna con le stesse capacità, se non maggiori, magari anche più giovane, viene visto come una sconfitta personale per lui. La donna attualmente nello sport deve fare ancora il doppio sacrificio per essere rispettata e raggiungere uno stesso obiettivo dell’uomo, poiché un collega che si affaccia in questo mondo lavorativo, parte già con il rispetto da parte di chi ha di fronte. Aggiungo inoltre che nel settore del calcio la donna, se esposta con cariche istituzionali o televisive, non può concedersi errori di conoscenza. La donna deve essere ancor più pronta, preparata.”

Michela Macalli rappresenta un’eccezione, una donna che ha seguito una passione, un interesse così forte da fornirle una grande forza di volontà e voglia di mettersi in gioco. Lo sport è di tutti, è un’occasione di unione e di socialità importante, dai più giovani agli adulti, alle persone “speciali”, come lei le definisce, con difficoltà. Grazie al suo ruolo rappresentativo al CONI Bergamo si è affiancata infatti anche allo sport per le persone con disabilità e ne è affascinata.

“Da insegnante, vedo che al giorno d’oggi i bambini e i ragazzi subiscono esempi e stimoli sbagliati, specialmente dai social network, dove emergono stereotipi pericolosi e inadatti. I ragazzi si chiudono nel loro mondo virtuale, nella loro stanza, eliminando la socialità e le relazioni genuine. Lo sport invece, quando si può fare, fornisce una valida e sana alternativa sociale per tutti.”

La carriera di Michela Macalli è tutt’ora in crescita, grazie anche alla bellissima svolta inaspettata, quando il giornalista franco-spagnolo Alexandre Ruiz l’ha voluta a collaborare nel suo storico format tv sul Calcio Europeo nei canali Tv di BeinSports Francia. Michela ha realizzato per quest’ultima 22 servizi sulla SerieA italiana come corrispondente/consoeur ed ha ottenuto un buon riconoscimento.

“Sono molto grata ad Alexandre per l’esperienza che ho vissuto grazie a lui in Francia. Lui è un professionista internazionale, un maestro per me. Adoro la Francia, adoro il calcio, adoro questo mix. Mi spiace solamente che questa esperienza in TV sia dovuta accadere prima in un Paese straniero. Mi è piaciuto mettermi in gioco, non sono giornalista, mi definisco una esperta di settore, certa che migliorerò l’approccio alla telecamera con umiltà e la mia tipica sete di conoscenza.”

Per il futuro, Michela vorrebbe continuare a lavorare nello sport. “Da ex atleta, ho la mentalità di pormi un obiettivo alla volta. Per ora, spero di tornare a collaborare con Alexandre Ruiz, che ha in serbo un nuovo progetto. Per il resto, continuerò sempre a lavorare e darmi da fare, per dimostrare a me stessa di valere, anche se ho ricevuto molte porte in faccia. Ma anche e soprattutto per la mia famiglia, i miei genitori che mi hanno sempre sostenuta, e mio figlio, che ora ha 20 anni, e a cui voglio dare un buon esempio: se nella vita ci sono momenti no, che capitano a tutti, si va avanti col sorriso e riconoscenza.”

“Voglio essere positiva nel vedere me e altre donne manager nello sport. – Conclude così Michela Macalli la nostra chiacchierata – Io credo di avere avuto la fortuna di incontrare grandi maestri esperti di calcio come datori di lavoro, i quali mi hanno forgiata nel carattere e conoscenza. Mi commuovo a ripensare a loro che, anche controcorrente con il sistema calcio, mi hanno lasciato spazio con stima. Carlo Tavecchio accompagnandomi nel mio progetto del calcio femminile e gli apparentamenti con i club professionistici, Oscar Damiani portandomi le prime volte al Calciomercato, e Marco Bogarelli, recentemente scomparso, che qualche mese fa trovandomi amareggiata e delusa, mi disse di non mollare mai. Questa loro possibilità è stata la mia forza insieme alla mia famiglia.

Vorrei, nel mio piccolo, offrire un esempio alle donne che vogliono lavorare in questo settore difficile, culturalmente maschile. Vorrei far comprendere anche l’importanza dello sport che in Italia può essere ancor più valorizzato, specialmente a livello amatoriale e dilettantistico, per me fulcro di tutto. Avvicinandosi allo sport si impara tantissimo, chi ha perso la sua strada può ritrovare una meta, un obiettivo.”