Cosa stiamo realmente mangiando?

Marco Mularoni
12 Luglio 2021

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Un giorno, durante un meeting, mi sono trovato nella condizione di dover fornire la “descrizione del corpo umano”, inteso nella sua parte meccanica. Pertanto la domanda era: “Se dovessi dare una breve definizione del nostro corpo dal punto di vista meccanico, come lo descriveresti?”.

Ci pensai un attimo, quindi, spontaneamente, per la prima volta dissi “direi che il corpo umano è un organismo formato da più parti, ognuna delle quali ha compiti specifici, attraversato da un tubo”. L’alternativa a questa versione è “il corpo umano è un tubo attorno al quale è stato costruito tutto il resto”. Il tubo a cui faccio riferimento è il nostro apparato digerente, che parte dalla bocca e dal naso e termina con la nostra vescica ed il nostro ano.

È l’ultima barriera tra  e quello interno, infatti le sostanze che vengono assorbite dal nostro intestino entrano nel flusso sanguigno e nel liquido infra-cellulare e vanno a formare la cosa più importante per la nostra salute, ovvero l’ambiente in cui le cellule si trovano a vivere. Esso è in tutto e per tutto un apparato naturale, al cui interno avvengono dapprima lavorazioni meccaniche e poi lavorazioni chimiche che danno origine ad una serie di smontaggi e scomposizioni che portano come risultato finale a due cose soltanto: nutrienti e scarti.

Il nostro organismo ha quattro regole fondamentali, che oserei definire primordiali:
1) punta sempre alla sopravvivenza;
2) per svolgere le proprie funzioni ha bisogno di energia costante;
3) si tratta di un sistema che lavora con un unico principio ferreo, il risparmio energetico;
4) quando non ha sufficiente energia per svolgere le proprie funzioni, applica dei tagli ai reparti che reputa “meno importanti”. Funziona per priorità (aspetto importantissimo come vedremo anche nei prossimi articoli).

Queste sono le regole di base del nostro organismo. Sorge quindi spontanea una domanda, da dove prende l’energia per svolgere le proprie funzioni meccaniche? Esiste un solo metodo: l’alimentazione. Stiamo pertanto parlando di energia, concetto che viene spesso confuso con quello di forza vitale, del quale parleremo in un articolo dedicato. Il nostro corpo ha bisogno di combustibile, costantemente, per svolgere le proprie funzioni, combustibile che preleva dagli alimenti che ingeriamo.

Domanda: “quali sono le sostanze che ci danno energia?”. La principale fonte di energia per il nostro organismo è il glucosio, si tratta del risultato finale della metabolizzazione dei glucidi (i famosi e tanto temuti carboidrati!!! Altra fonte di energia sono gli acidi grassi liberi, risultato della metabolizzazzione dei lipidi (i famigerati ed erroneamente odiati…grassi!). I glucidi si trovano in tutti i cereali, tutte le verdure, tutta la frutta, sono presenti anche nei legumi e nella frutta secca. Vengono anche definiti zuccheri, ma io non uso questo termine per non creare confusione con lo zucchero (che si mette in dolci, caffè, ecc.).

Le proteine non forniscono energia al nostro corpo, possono essere utilizzate a tale scopo soltanto in casi di estrema urgenza da parte dell’organismo. Il glucosio viene inviato ai muscoli, se ve ne è in eccesso viene inviato al fegato che in questo caso funge da magazzino, se ve ne è ancora in eccesso viene trasformato in grasso di deposito.

Le famose maniglie dell’amore, o la tanto temuta pancetta attorno all’ombelico. Quando il nostro organismo ha esaurito le scorte di glucosio, inizia a consumare i grassi. In chi pratica sport con regolarità, quasi fin da subito avviene un consumo misto di una miscela di glucosio e grassi. Il nostro caro e tanto strapazzato (soprattutto nell’era moderna) cervello funziona a glucosio ma, a differenza delle altre parti del corpo, non può farne scorta, pertanto ogni giorno dobbiamo garantire ad esso il giusto apporto di glucosio. La carne, ad esempio, contiene zero glucidi, pertanto produce zero glucosio, credo che questo sia un dato che di per sé la dice lunga sull’utilità di questo prodotto.

Un altro aspetto importante del nostro “tubo”, le cui pareti sono formate da un unico strato di cellule legate tra loro da legami “stretti” attraverso i quali passano i nutrienti ma non le sostanze tossiche, consiste nel fatto che ospita degli organismi viventi chiamati “batteri”. Questi coadiuvano l’attività del nostro intestino aiutandolo a completare le operazioni di smontaggio degli alimenti, assorbimento dei nutrienti e scarto delle sostanze tossiche.

I batteri sono come degli operai che lavorano gratis! Ma attenzione, essi sono nostri amici se li trattiamo bene, altrimenti diventano ostili. Infatti, se l’ambiente intestinale non è loro favorevole, essi letteralmente cambiano
forma, e diventano patogeni. Quindi qual è l’ambiente idoneo per i nostri batteri? Un mentre diventano patogeni quando si trovano in un ambiente di putrefazione.

L’ambiente di macerazione è dato da tutta la verdura e tutta la frutta, mentre i cibi di origine animale creano sempre un ambiente putrefattivo, carico di sostanze tossiche. Quando il nostro apparato digerente si trova
a dover gestire delle sostanze tossiche, i processi digestivi vengono incredibilmente rallentati e necessitano di un quantitativo molto maggiore di energia che viene portata via da altri settori. Il nostro apparato digerente termina con il colon. Da esso parte una serie di fasci nervosi collegati a tutto il nostro corpo.

Se il colon si irrigidisce in un punto, significa che la terminazione nervosa che arriva in quel punto a sua volta diventerà più rigida, trasmettendo rigidità alla parte del corpo che si trova alla fine di quella terminazione nervosa. Col tempo, il corpo produrrà dei sintomi come segnale indicante uno stato di disagio, sintomi che la medicina allopatica moderna chiama malattia. Occorre ingerire cibi che siano auto-digeribili e che richiedano il minor consumo energetico possibile: il cibo deve dare energia, non prelevarla.

Frutta e verdura sono cibi alcalini, carichi di minerali ed enzimi che rendono il cibo digeribile a costo digestivo pari a zero o quasi, essi devono rappresentare il 70-80% della dieta. La percentuale restante (30-20%) è dedicata a cereali integrali e legumi, che sono acidificanti ma carichi di sostanze nutrienti. Pertanto è importante avere una dieta con un 70-80% di cibi alcalini ed il resto acidificanti ma sempre vegetali ed integrali.

Per saperne di più potete richiedere all’associazione Aghape (www.aghape.it) i minimaster che ho tenuto sull’argomento oppure collegarvi al mio sito www.laltrapartedellamente.it.
Un abbraccio a tutti!