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Associazione Pranic Healing

Riequilibrare il sistema energetico del corpo per stare meglio, fisicamente, emotivamente e mentalmente. È questa l’azione principale del Pranic Healing, una pratica nata millenni fa, ma portata alla modernità da Master Choa Kok Sui. A Brescia dal 2003, e a Torino da 20 anni, l’Associazione Pranic Healing forma operatori e tratta persone grazie a questa disciplina.

L’Associazione Pranic Healing nasce esattamente 20 anni fa, nel 2000, a Torino, dove ancora oggi ha la sede principale. Già dagli anni successivi inizia ad espandersi nel centro-nord Italia. Dal 2003 è approdata a Brescia, dove oggi ha due sedi: in città e a Gavardo. Abbiamo incontrato Luca Pedrali, uno dei fondatori dell’Associazione, operatore dal 1999 e istruttore dal 2009. Insieme a lui, a iniziare questa avventura, Giuseppe Fratto, il Presidente dell’Associazione, e uno dei primi allievi di Master Choa Kok Sui. A proposito della disciplina, Luca Pedrali dice:

“il Pranic Healing è una pratica che si basa sullo studio delle energie sottili. Tutto nel mondo è energia, ma ogni energia ha vibrazioni e densità diverse. Noi tutti conosciamo fin da subito quella più densa e tangibile del tatto, ma ci sono tante energie invisibili all’occhio umano, che tuttavia compenetrano ogni elemento, compreso il nostro corpo.”

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Il Pranic Healing infatti si concentra sulle energie del corpo umano, inteso sia come corpo fisico, sia come corpo astrale, la cosiddetta aura. Il sistema energetico di una persona, che si rileva dall’aura, dai chackra, da nadi e meridiani, tutti termini specifici della tradizione orientale, può subire interferenze. Il lavoro del Pranic Healer è quello di effettuare una diagnosi energetica, attraverso l’uso delle mani che sentono l’energia, e scoprire se e dove sussistono disequilibri energetici. Per poi sistemarli, eliminando l’energia che causa il disturbo, oppure inserendo energia vitale nel corpo, dove ce ne è bisogno.

La gemmoterapia di Pol Henry

“La foresta è una sorgente di vita, ma è una fonte terapeutica misconosciuta”

Pol Henry nasce il 22 ottobre del 1918 a Profonde-Ville in Belgio, studia medicina all’Università di Bruxelles e termina gli studi laureandosi all’Università di Louvain. Prima attratto dall’omeopatia diventa un rinomato omeopata, completando nel frattempo gli studi di botanica, fitosociologia, fitoterapia e alchimia. È attraverso questi studi che intuisce le proprietà terapeutiche delle gemme. Egli trova infatti la connessione tra l’evoluzione della foresta e la modificazione del suolo che essa determina tra il terreno umano e il terreno vegetale. Asserendo che se una pianta o un gruppo di piante è in grado di elaborare e arricchire il suoloo degradarlo nella sua composizione, analogamente lo stesso effetto può aversi con il terreno umano con precisi effetti terapeutici.

Gli alberi che non hanno bisogno di un terreno chimico particolare (ad esempio Alnus, Betula, Populus) agiscono sulle flogosi semplici; dove esiste invece una certa cronicità servono alberi che nascono su un terreno chimico più elaborato (come nel caso di Betula bianca, Jungla regia, Fagus sylvatica). Quando invece lo stato infiammatorio si è già organizzato con degenerazione fibrinoide sono gli arbusti e le piante che crescono in terreni molto degradati ad avere la maggiore attività terapeutica (Rubus fructicosus, Corylus Avellana, Calluna vulgaris). Secondo il suo “sentire”in accordo con la natura, Pol Henry sosteneva che non avremmo bisogno di andare a cercare piante che provengono lontano dal nostro luogo di nascita ma che la natura ci offre all’arco di pochi chilometri tutte le piante che servono al nostro benessere.

Pol Henry per primo ha avuto questa intuizione ed è per questo considerato il padre della Gemmoterapia (inizialmente chiamata fito-embrio-estratti). È stato il primo a studiare e dimostrare scientificamente e clinicamente che i tessuti meristematici (gemme allo stato embrionale), contenendo l’energia e le informazioni biochimiche necessarie allo sviluppo degli alberi, possono avere effetti curativi profondi. La gemma è il gene più completo e vitale dell’intero organismo vegetale, ricca di vitamine, fitoormoni, fitostimoline, aminoacidi, acidi nucleici, enzimi, oligoelementi, polipeptidi, proteine e sostanze minerali che nel nostro organismo svolgono un lavoro di riequilibrio delle funzioni vitali in modo dolce e nello stesso tempo estremamente profondo.