Arte e Cultura

Spazio Cordis presenta Jacopo Mazzonelli_Harmonices a cura di Jessica Bianchera

Dal trattato di Keplero sulle “armonie del mondo”, allo Spazio Cordis di Verona l’artista Jacopo Mazzonelli nella personale dal titolo Harmonices realizza sculture, assemblaggi e installazioni che indagano l’ampia zona di confine tra arti visive e musica.

Riapre la stagione espositiva di Spazio Cordis a Verona il 13 maggio con l’opening alle 18.30 della mostra personale Harmonices che raccoglie una selezione di opere recenti e pezzi inediti di Jacopo Mazzonelli. Il titolo dell’esposizione si ispira al trattato Harmonices Mundi (“Le armonie del mondo”) di Johannes Kepler del 1619. Nel testo, in particolare nel terzo capitolo, si indagano le analogie fra l’armonia musicale, le forme geometriche e i fenomeni fisici e naturali. Per arrivare alla conclusione che tutto sia collegato, in un cosmo regolato in maniera matematica.

Allo stesso modo, Mazzonelli svolge la sua ricerca artistica fondandola sull’interpretazione e la visualizzazione della dimensione sonora attraverso opere che sono materiali, più precisamente sculture, assemblaggi e installazioni. L’artista si avvale di tecniche e metodologie mutuate da diverse discipline, utilizza strumenti che destruttura, trasforma in modo da iniziare una riflessione, e ricompone in modo diverso. Il suo studio si basa sulla la relazione del suono tra la sua dimensione tangibile, fisica, e quella intangibile. Ma parte della sua ricerca guarda anche al “gesto musicale”, ovvero un’indagine sulla percezione del ritmo e lo studio sul divenire del tempo.

Dal trattato di Keplero sulle “armonie del mondo”, allo Spazio Cordis di Verona l’artista Jacopo Mazzonelli nella personale dal titolo Harmonices realizza sculture, assemblaggi e installazioni che indagano l’ampia zona di confine tra arti visive e musica.

Anime&Comics: Trigun

Negli anime presentati negli scorsi numeri ci siamo trovati sempre sulla Terra, seppur in luoghi diversi. Questa volta ci troviamo su un altro pianeta, quello fittizio di Gunsmoke, che è stato colonizzato dagli umani un secolo prima della storia, con navi spaziali del progetto Seeds.

Si tratta della serie anime dal titolo Trigun, prodotta nel 1998 da Madhouse, ispirata al manga di Yasuhiro Nightow di qualche anno prima. Oggi tutti i 26 episodi sono disponibili in streaming sulla piattaforma VVVVID, di cui si trova anche l’app.

Il protagonista delle vicende è Vash the Stampede, un uomo dalla straordinaria forza fisica, accusato ingiustamente da tutti per le calamità naturali che accadono. Il pianeta è infatti impostato come il vecchio West americano, un mondo difficile e duro, belligerante e dominato dalla criminalità. Vash viene chiamato “tifone umanoide”, e su di lui è stata messa una taglia da 60 miliardi di $$, i “doppi dollari”, da cui lui deve sfuggire. In realtà, Vash è una persona molto buona e pacifista, il cui unico obiettivo è fare del bene e aiutare i bisognosi e i più deboli.

Cerca sempre di lottare contro i criminali senza fargli del male, ma la sua forza rischia di fargli combinare sempre qualche disastro. È un pacifista convinto, è anche una persona spensierata e divertente, che non è stata compresa dai suoi concittadini.

Negli anime presentati negli scorsi numeri ci siamo trovati sempre sulla Terra, seppur in luoghi diversi. Questa volta ci troviamo su un altro pianeta, quello fittizio di Gunsmoke, che è stato colonizzato dagli umani un secolo prima della storia, con navi spaziali del progetto Seeds.

Beat_B: la musica che salva se stessi e gli altri

L’arte ha una grande forza comunicativa e divulgativa, e per qualcuno può rappresentare una vera e propria salvezza. È stato così per Beatrice Brucoli, in arte Beat_B, cantante italiana, che definisce la musica come la sua migliore amica. La musica l’ha aiutata nei momenti più difficili, e attraverso i suoi brani vuole dare lo stesso aiuto a chi soffre.

Beat_B è nata in Brianza, ha 23 anni e la musica la accompagna da tutta la vita. Dopo alcune esperienze importanti, oggi studia Canto Moderno al Conservatorio Verdi di Milano. Inoltre, ha avviato una collaborazione con una casa discografica nella quale scrive e compone i suoi brani insieme al produttore e musicista Antonio Summa.

“Ho iniziato il mio percorso scolastico frequentando il Liceo Linguistico. – Così ha esordito Beat_B – Successivamente ho voluto seguire la mia più grande passione, e ho avuto l’opportunità di partecipare al corso di Musica Dinamica all’Accademia del Teatro alla Scala. È stato un percorso interessante e istruttivo, ho avuto la possibilità di conoscere tanti aspetti della musica a 360°, che nelle scuole normali non si trattano. Oggi studio al Conservatorio di Milano, dove lavoriamo molto, seguiamo lezioni e corsi di vario genere, e dove posso immergermi completamente in ciò che amo.”

Beat_B è prima di tutto una cantautrice: scrive i testi dei suoi brani, di cui compone la musica insieme ad Antonio Summa. Nelle sue canzoni racconta gli aspetti del mondo giovanile che spesso restano nascosti, e di cui nessuno parla, per farli uscire allo scoperto. Attualmente sta lavorando alla realizzazione del suo primo EP dal titolo “Beatrice ed altre storie”, che conterrà in totale 6 brani, tre dei quali già scritti e ascoltabili sul canale YouTube di Beat_B e sulle piattaforme musicali.

“Non saprei dire quando è nata la mia passione per la musica, ma, dal momento che mia mamma è una ballerina, mi sono ritrovata a ballare e ascoltare musica ancora prima di parlare. – Continua così l’artista – So però con certezza che la musica mi ha salvato la vita in più di un’occasione, e per questo tengo così tanto a raccontare nei miei brani la realtà di chi soffre.”

L’arte ha una grande forza comunicativa e divulgativa, e per qualcuno può rappresentare una vera e propria salvezza. È stato così per Beatrice Brucoli, in arte Beat_B, cantante italiana, che definisce la musica come la sua migliore amica. La musica l’ha aiutata nei momenti più difficili, e attraverso i suoi brani vuole dare lo stesso aiuto a chi soffre.

Leggendo&Guardando – Libri e Film

La citta di vapore – racconti
Carlos Ruiz Zafon

Consigliato da Elenia Stefani

A giugno del passato e terribile 2020 ci ha lasciati anche Carlos Ruiz Zafòn, scrittore di fama mondiale. La sua casa editrice ha deciso di pubblicare questa raccolta di racconti in sua memoria: in dieci storie -molte correlate da stupende foto in bianco e nero- troviamo l’anima dell’autore; il suo stile ineccepibile, la sua capacità di catturare il lettore legandolo indissolubilmente alle pagine creando stati d’animo differenti che vanno da sorrisi spontanei fino all’inquietudine e alla tristezza.

In ogni racconto, come in tutti i suoi libri, si oscilla tra realismo e fantasia donando un alone di mistero e raccontando la sua Spagna e i suoi sentimenti. In questi testi, alcuni inediti e altri già pubblicati, l’autore parla d’amicizia, di divario sociale, di dolore, di silenzi, di morte, di ricordi, di amore e abbandono, dei lutti che non si riescono ad elaborare, degli affetti e dei sentimenti che crescono senza dovuti legami sanguinei, ma parla anche di società, del bene comune, della Chiesa e dei suoi “angoli bui”.

Proseguendo, leggiamo inni a coloro che lui ha stimato come lo scrittore Cervantes, e Gaudì e, in ogni testo, l’amore per la sua terra. Un libro che chiude un cerchio infinito di legami vaporosi tra lettori e autore. La Città di Vapore diventa un monumento, l’emblema del suo stile fantasy, giallo, storico e un po’ romance. Una passeggiata nel cuore di Zafòn e una carezza a questo autore che continueremo a vivere attraverso i suoi romanzi perché “Zafòn era Zafòn” e i suoi libri rimarranno sempre intramontabili.

◊ EDITORE: Mondadori
◊ ANNO: 2021
◊ GENERE: Narrativa
◊ PAGINE: 192

A giugno del passato e terribile 2020 ci ha lasciati anche Carlos Ruiz Zafòn, scrittore di fama mondiale.

Psycho-Pass

L’anime giapponese Psycho-Pass è stato scritto da Gen Urobuchi e prodotto da Production I.G nel 2012. Si tratta di una serie composta da episodi, ad oggi divisi in 2 stagioni. In Italia è disponibile per ora la prima stagione.

Ci troviamo a Tokyo nell’anno 2112, quando la tecnologia è progredita talmente tanto da poter analizzare perfettamente gli stati d’animo, la personalità e le inclinazioni di ciascuna persona. Viene utilizzato dalla polizia un sistema che è in grado di monitorare qualsiasi emozione di una persona e quantificarla.

In base ai dati su ogni singolo essere umano, è possibile dargli un numero: questo è noto come coefficiente di criminalità, o Psycho-Pass. L’obiettivo della procedura è scovare un possibile criminale ancora prima che commetta un reato in modo che non lo diventi. Tuttavia, nonostante i sistemi avanzati, i criminali non vengono neutralizzati da dei robot, bensì da esseri umani, chiamati “esecutori”, seguiti dagli ispettori.

L’anime giapponese Psycho-Pass è stato scritto da Gen Urobuchi e prodotto da Production I.G nel 2012. Si tratta di una serie composta da episodi, ad oggi divisi in 2 stagioni. In Italia è disponibile per ora la prima stagione.

High School Musical: The Musical – The Series

Come unire diverse generazioni in un’unica serie tv? Disney ci è riuscito, realizzando nel 2020 un serial che si ispira e omaggia il suo film genitore High School Musical.

Su Disney + è disponibile la prima stagione di High School Musical: The Musical: The Series, telefilm che prende spunto dall’omonimo film che nei primi anni 2000 ha fatto sognare milioni e milioni di fan in tutto il mondo, specialmente i più giovani. La pellicola che ha portato Zac Efron alla celebrità, ha rappresentato una ventata d’aria fresca nel mondo dei film, gettando una nuova luce sul genere dei musical.

Ai tempi dell’uscita dei 3 film della saga, il primo nel 2006, non c’era ragazzino che non avesse la playlist delle canzoni originali di High School Musical sull’mp3. Con questo omaggio nato nel 2020, Disney + non ha creato un remake o un sequel, ma una storia nuova, con personaggi diversi dagli originali, giovani attori e artisti, a cui anche le nuove generazioni di giovanissimi possono affezionarsi, come accaduto ai loro fratelli maggiori e ai loro genitori 15 anni fa.

La trama è simpatica, così come lo stile comedy e sentimentale della serie tv. Nel liceo dove sono ambientati i film di High School Musical, la East High School in Salt Lake City, arriva una nuova insegnante di arti drammatiche e teatro. Miss Jenn sostiene di essere un ex membro del cast di sfondo dei film originali, e di trovare assurdo che da allora la scuola non abbia mai riprodotto High School Musical a teatro.

Come unire diverse generazioni in un’unica serie tv? Disney ci è riuscito, realizzando nel 2020 un serial che si ispira e omaggia il suo film genitore High School Musical.

Made in Brescia: passato presente e futuro del rap bresciano

Con la fine del 2020 si è chiuso un importante capitolo per la musica bresciana, è giunta infatti alla decima ed ultima edizione la compilation Made in Brescia, negli ultimi anni, appuntamento fisso per gli amanti del rap autoctono.

Il decimo volume realizzato da Dj Beat e supervisionato da Stefano Nolli si presenta come un doppio vinile celebrativo, stampato in edizione limitata; con 28 tra le più rappresentative canzoni rap degli ultimi 25 anni per immortalare un quarto di secolo di musica e cultura, che servirà anche ad aiutare i bambini affetti da emopatia. Il ricavato delle vendite verrà infatti devoluto alla ABE, Associazione Bambino Emopatico, che collabora da più di trent’anni con il reparto di onco-ematologia pediatrica degli Spedali Civili.

Nata nel 2005 da un’idea di Marco Garda, in arte Dj Beat, la MIB ha promosso e valorizzato molti talenti musicali bresciani, sotto di essa sono passati i migliori artisti della provincia, alcuni oggi conosciuti anche a livello nazionale, come Fausto Lama, membro e fondatore dei Coma_Cose, Frah Quintale e Mr. Rain, entrambi attualmente in rotazione radiofonica nelle più importanti radio italiane.

Next Level, il rap non si ferma ma passa al livello successivo Se i 10 volumi della compilation Made in Brescia, rappresentano ad oggi la storia della scena rap bresciana dal 1995 al 2020, Next Level, il nuovo progetto di Dj Beat, ne rappresenterà il futuro, dando spazio alle nuove leve e a nuove sonorità che ci accompagneranno nei prossimi anni.

Basta un libro per cambiare

Ho iniziato ad amare i libri quando ero piccola e da allora mi inebrio ogni volta che ne tengo in mano uno o lo intravedo dalla vetrina di una libreria. E così, qualche giorno fa, mi sono ritrovata a comprare le nuove uscite di questo 2021 e ad appuntarmi quei testi che ancora non posso tenere tra le mani.

E perché questo mio voler cibarmi di nuovi libri? Perché questo è il primo nostro “incontro letterario” che vi farà compagnia in ogni uscita della rivista; una nuova rubrica dove raccontarvi di libri e delle emozioni che mi hanno lasciato. Vorrei parlarvi di poesia, di attualità, d’amore, di paura e di delicatezza. Vorrei farvi scoprire libri che magari non saranno i più venduti in classifica e anche di testi di autori che amo o che hanno lasciato il segno. Vorrei farvi sentire a casa attraverso le mie parole ma anche scuotervi e farvi riflettere. Per questo, tra le ventisette prime scelte (tutte meritevoli), ho poi pensato di presentarvi quei libri che mi hanno colpita di più per trama, autore o semplicemente a pelle.

Già tra le mie mani Il silenzio di Don Delillo, edito da Einaudi, narra di una vita dei giorni d’oggi post pandemia dove improvvisamente tutta la tecnologia tace, ammutolisce. Ora che si fa? Einaudi accoglie anche Francesca Mannocchi e il suo libro Bianco è il colore del danno di cui vi lascio solamente queste poche parole: «La vergogna è questa cosa qui. Ci rivela cosa siamo per gli altri, quanto valiamo nel catalogo dei vivi, ora che siamo guasti.»

Tra le letture di quest’anno non può di certo mancare La città di vapore di Carlos Ruiz Zafòn, edito da Mondadori e in commercio dai primi di febbraio. Il suo ultimo scritto è una raccolta di racconti che inizia con queste parole: «Posso evocare i volti dei bambini del quartiere della Ribera con cui a volte giocavo o facevo a botte per strada, ma non ce n’è nessuno che desideri riscattare dal paese dell’indifferenza. Nessuno tranne quello di Blanca.» Mondadori accompagna anche Sembrava bellezza di Teresa Ciabatti. La vita di una scrittrice che, dopo anni di silenzio, si ritrova all’apice del successo e tutti i suoi pensieri iniziano a mescolarsi creando vortici di dubbi e cambiamento.

A metà febbraio invece è uscito La famiglia degli altri di Elena Rui, edito da Garzanti. Le convenzioni sociali hanno una sola utilità: offrire un rifugio sicuro quando non si sa bene che cosa fare. La pensa così Marta che, a trentaquattro anni, ha scelto di andare controcorrente, di non seguire i dettami della società e costruire una famiglia anticonvenzionale con il compagno Antoine. A unirli c’è il progetto, ambizioso e sentito, di seguire le orme di Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir, la coppia aperta per eccellenza. Finora Marta si è detta convinta delle proprie scelte. Ma quando la morte improvvisa di nonna Ada la costringe a lasciare Parigi e a tornare nella natia Padova, le fondamenta del suo sistema di pensiero iniziano a traballare. Perché la verità è che non esistono famiglie ideali e perfette. Famiglia, individualità, crescita, confronto; ecco cosa spero di trovare in questo libro ed è per questo che m’ispira molto.

Mare Magnum Nostrum: il Mediterraneo è un bene condiviso, non una frontiera

L’Artista Gea Casolaro sta realizzando un’opera partecipativa dal titolo Mare Magnum Nostrum, con l’intento di raccogliere fotografie, inviate direttamente dalle persone, che raffigurano il Mar Mediterraneo in ogni sua sponda. Per ricordare a tutti che il mare non è una barriera tra i popoli, ma un luogo che unisce tutti.

Il progetto è a cura di Leonardo Regano e promosso dalla Direzione Regionale Musei dell’Emilia-Romagna – Sede di Ravenna in collaborazione con Hulu – Split e qwatz-contemporary art platform. È reso possibile grazie al sostegno dell’Italian Council (VIII edizione, 2020), programma di promozione dell’arte contemporanea italiana nel mondo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo (MIBACT).

È possibile inviare fotografie che raffigurano il Mediterraneo e le sue coste caricandole sul sito www.maremagnumnostrum.art con una piccola didascalia che indica il luogo e l’anno in cui è stata scattata, oltre a un pensiero ad essa collegato. Nella home del sito è possibile vedere quotidianamente le foto sulla mappa del Mediterraneo. Le fotografie saranno poi esposte nella mostra finale al Museo Nazionale di Ravenna, in una sala che riproduce l’immagine del sito, con il mare azzurro sul pavimento, e la terraferma senza confini sulle pareti, che diventerà la sede definitiva dell’opera.

Abbiamo intervistato Gea Casolaro, la mente dell’opera, un’artista visiva, da semp

re attenta al rapporto tra l’arte e la contemporaneità, la storia e la società. Ha all’attivo mostre personali e collettive in musei nazionali e internazionali.

“L’idea del progetto Mare Magnum Nostrum è nata in seguito al naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013, nel quale morirono più di 350 persone – spiega Casolaro -. Ho percepito questo evento come simbolo dei numerosissimi naufragi e delle vite che vengono stroncate in mare ogni anno. L’obiettivo dell’opera è unire le numerose parti, diverse tra di loro, dello stesso mare, condiviso tra i Paesi e i popoli che vi si affacciano. Un mare diventato oggi una barriera: voglio invitare a pensare al Mediterraneo come un grande lago, un filo che unisce, un bene comune, non una frontiera.”

Il nome della mostra partecipativa deriva dal latino, a cui è stata aggiunta la parola “magnum”, per mostrare la vastità e varietà di realtà del Mediterraneo, mentre “nostrum” perché è di tutti. L’idea è raccogliere una testimonianza unica di qualsiasi attività che avviene sulle coste del nostro mare, di vacanza, portuale o lavorativa, oltre a mostrare la fauna presente e fotografie storiche che rappresentano la realtà del mare dall’inizio del ‘900. Chiunque può caricare fotografie personali del Mediterraneo che vuole condividere, e portarne anche di nuove alla mostra finale.

“Mi piace molto ricevere immagini diverse tra di loro, da cui imparo anche. Ad esempio, ho scoperto i trabucchi, delle costruzioni tipiche dell’Abruzzo e del Molise, che costituiscono un antico sistema di pesca. E, ancora, una coppia ha caricato sul sito due fotografie, della partenza e dell’arrivo, di un sentiero coast-to-coast che collega la costa delle Marche con quella toscana.”

La città incantata – Il capolavoro dello Studio Ghibli

Se lo Studio Ghibli è noto ai più, anche se non ancora tutti sanno di cosa si tratta o lo conoscono, è merito anche e soprattutto di quello che viene considerato il capolavoro di Miyazaki e dello studio, ovvero “La città incantata”, film del 2001 che nei primi mesi di uscita al cinema ha raggiunto milioni di spettatori in Giappone, superando pellicole di fama internazionale come il Titanic.

La storia racconta di una bambina, di nome Chihiro, e dei suoi genitori che, durante un trasloco, sbagliano strada e sbucano in un luogo con delle case, e, superato un fiume in secca, si trovano di fronte a un’intera città. Questa città, inizialmente dall’apparenza invitante e meravigliosa, mostra da subito di nascondere qualcosa di molto oscuro e inquietante. I genitori, abbuffandosi in un ristorante, vengono trasformati in maiali, e Chihiro non riesce a scappare perché il fiume si è nuovamente riempito.

La sera le vie e i locali si affollano di abitanti, così la ragazzina inizia un’avventura per sopravvivere e non essere catturata da colei che muove i fili di tutta la città: Yubaba, la strega dalla testa gigante che ruba l’identità agli esseri umani che frequentano le sue terme. Grazie all’aiuto di amici incontrati lungo la via, Chihiro capisce che per farlo deve trovare lavoro all’interno del complesso meccanismo che tiene viva la città.